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Barylambda
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Il mwbabarilambda (gen. mwbqmwbgBarylambda) (mwbwPatterson, 1937)cite-ref-1[1] è un mwdamammifero estinto, appartenente ai mwdqpantodonti. Visse tra il mwdgPaleocene superiore e l'mwdwEocene inferiore (circa 60 - 54 milioni di anni fa) e i suoi resti fossili sono stati ritrovati in mweaNordamerica.

Contents

Cranio
Note

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Descrizione

Questo erbivoro arcaico è uno dei primi grandi mammiferi comparsi subito dopo l'era dei mwfadinosauri. Il voluminoso mwfqcorpo del barilambda, insieme alla mwfgcoda robusta, poteva raggiungere i tre metri di lunghezza. La curvatura della schiena e la forma della coda ricordavano, per certi versi, il corpo di un mwfwcanguro o, ancora meglio, di un dinosauro, anche se la somiglianza era superficiale. La mwgatesta massiccia e allungata assomigliava vagamente a quella di un mwgqcavallo, ed era munita di una quantità di mwggdenti robusti adatti a strappare e masticare fogliame duro. Le zampe posteriori erano allungate e possenti, mentre quelle anteriori erano visibilmente più corte.

Cranio

Il mwhqcranio di mwhgBarylambda poteva superare i 30 centimetri di lunghezza ma era piccolo in relazione al resto del corpo; era basso (in particolare nella regione posteriore) e dotato di un muso non particolarmente largo. La regione facciale era corta, e le ossa nasali piuttosto allargate. La volta cranica, piuttosto larga, si appiattiva appena al di sopra delle piccole orbite. Le potenti creste temporali terminavano in forti apofisi postorbitali. Le arcate zigomatiche erano poco ampie ma mostravano un grande sviluppo verticale. Il processo coronoide della mwhwmandibola era estremamente elevato, e la regione angolare era ampia. In generale, il cranio ricorda in molte caratteristiche quello del più piccolo mwiamwiqPantolambda.

La mwiwdentatura era caratterizzata da mwjacanini di media grandezza, mentre i primi mwjqmolari erano più grandi dei secondi e terzi molari. I molari superiori erano più simili a quelli di mwjgPantolambda che a quelli dei pantodonti successivi come mwjwmwkaCoryphodon.

Scheletro postcranico

Il mwkwcollo era corto e formato da vertebre di dimensioni piuttosto ridotte. Le mwlaapofisi spinali erano basse in tutte le vertebre tranne quelle sacrali; in queste ultime, molto grandi, le apofisi traverse erano coossificate e funzionalmente associate al mwlqbacino. La coda era molto lunga, massiccia e dotata di apofisi spinali e di mwlgchevron molto sviluppati. Era presente una mwlwclavicola (una caratteristica arcaica). Le proporzioni delle zampe anteriori indicano che questi arti non erano colonnari, ma erano solitamente tenuti piegati.

L'mwmqomero era dotato di creste assai sviluppate. La mano era simile a quella di mwmgCoryphodon nelle proporzioni delle varie ossa, ma il mwmwcarpo era simile a quello di mwnaPantolambda. L'osso centrale era libero e di grande taglia. Il mwnggrande osso si articolava con il secondo mwnwmetacarpo. Le mwoafalangi ungueali erano piatte e larghe; la seconda, la terza e la quarta mostravano una sorta di scanalatura mediana.

Il bacino aveva una forma tipica degli animali dal portamento pesante e lento, così come le zampe posteriori. L'mwogilio era corto e molto sviluppato trasversalmente. Il mwowsacro interveniva nella composizione della superficie gluteale, andando a formare una struttura molto insolita. Non era presente alcuna cresta iliaca o tuberosità (strutture solitamente legate alla corsa).

Il mwpqfemore era lungo, allargato e dotato di robusti mwpgtrocanteri; si articolava con mwpwtibia e mwqaperone corti e robusti, molto più massicci di quelli presenti in mwqqCoryphodon. La cresta cnemiale discendeva obliquamente verso il mwqgmalleolo interno. L'mwqwastragalo era grande e robusto, ed era dotato di una faccetta articolare tibiale ampia e leggermente concava trasversalmente. Il mwracalcagno era molto massiccio ed era largo quanto lungo, con un tubero forte e corto. Il mwrqcuboide era grande, così come il mwrgnavicolare. I metatarsi erano relativamente gracili, e le falangi erano corte; le falangi ungueali erano prive di solco mediano, contrariamente a quelle della mano. In generale, le zampe posteriori erano più colonnari rispetto a quelle anteriori.

Classificazione

Il genere mwtqBarylambda venne istituito da Patterson nel mwtg1937 per accogliere la specie mwtwmwuamwuqTitanoides faberi, descritta dallo stesso Patterson nel 1933. Oltre alla mwugspecie tipo mwuwmwvaBarylambda faberi, i cui fossili sono stati ritrovati in terreni del Paleocene superiore del mwvqColorado e dello mwvgWyoming e dell'Eocene basale del Colorado, a questo genere sono state ascritte altre specie di dimensioni leggermente minori: mwvwB. schmidti e mwwaB. churchilli, del Paleocene superiore dello Wyoming. Inizialmente mwwqB. schmidti venne attribuito a un genere a sé stante, mwwgLeptolambda. Un'altra specie, mwwwB. jackwilsoni, è stata a volte attribuita al genere mwxamwxqCaenolambda.

mwxwBarylambda è un tipico rappresentante dei pantodonti, un gruppo di mammiferi arcaici che si svilupparono nel corso del Paleocene andando a occupare varie mwyanicchie ecologiche lasciate libere dalla grande mwyqestinzione di massa di fine Cretaceo. mwygBarylambda, in particolare, era un pantodonte di grandi dimensioni e relativamente specializzato, ed è il genere eponimo della famiglia Barylambdidae. Affine a questo genere, ma di dimensioni minori, è mwzamwzqHaplolambda.

Paleoecologia

Il barilambda era il più grande animale del suo mwbqecosistema, e probabilmente le dimensioni bastavano a difenderlo dagli attacchi dei carnivori primitivi come gli mwbgacreodi. mwbwBarylambda probabilmente si cibava di piante che sminuzzava con la potente dentatura e i forti muscoli masticatori. È probabile che la coda lunga e robusta divenisse un efficace punto d'appoggio quando l'animale si alzava sulle zampe posteriori, assumendo una postura "tripode" per raggiungere le foglie più alte.

Note

cite-note-11. mwdgmwdwmweaGBIF, su mweqgbif.org.

Bibliografia

• B. Patterson and E. L. Simons. 1958. A New Barylambdid Pantodont from the Late Paleocene. Breviora 93
• E. L. Simons. 1960. The Paleocene Pantodonta. Transactions of the American Philosophical Society, New Series 50(6):1-81
• P. D. Gingerich and C. G. Childress, Jr. 1983. Barylambda churchilli, a New Species of Pantolambdidae (Mammalia, Pantodonta) from the Late Paleocene of Western North America. Contributions from the Museum of Paleontology, University of Michigan 26(8):141-156
• S. G. Lucas. 1998. Pantodonta. In C. M. Janis, K. M. Scott, and L. L. Jacobs (eds.), Evolution of Tertiary mammals of North America 274-283
• R. Secord. 2008. The Tiffanian Land-Mammal Age (middle and late Paleocene) in the northern Bighorn Basin, Wyoming. University of Michigan Papers on Paleontology 35:1-192

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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) Barylambda, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citereffossilworks-org(EN) Barylambda, su Fossilworks.org.
• citerefgbif(EN) Barylambda, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.